trans
La rivelazione - CAP 3
25.03.2026 |
127 |
2
"«Ci vediamo domani mattina stessa ora nella room del coworking» disse Brandinardi..."
Capitolo 3Rivelazione
La sveglia suonò presto.
Alle sette in punto Giulio era già nella sala colazioni dell’hotel.
Indossava il suo completo blu, la camicia azzurra e la cravatta perfettamente annodata. Aveva curato ogni dettaglio, come il primo giorno. Voleva essere all’altezza.
Brandinardi era già lì.
Seduto a un tavolo, impeccabile. Il suo completo era più elegante, più strutturato, di una qualità che Giulio riusciva a percepire anche senza saperla definire. Nessuna ostentazione, ma una differenza evidente.
Accanto a lui, Vanessa.
Indossava un tailleur con gonna, calze nere velate e décolleté di vernice nera. Il suo aspetto era perfettamente allineato al contesto: professionale, curato, ma con una presenza che non passava inosservata.
«Seduto, Giulio» disse Brandinardi, senza alzare troppo lo sguardo.
La colazione fu veloce. Poche parole, tutte funzionali alla giornata che li aspettava.
Alle sette e trenta erano già nel taxi.
Brandinardi davanti, accanto all’autista.
Giulio e Vanessa dietro.
Per qualche minuto nessuno parlò.
Giulio teneva le mani conserte, lo sguardo perso fuori dal finestrino. Manhattan scorreva veloce, ma lui quasi non la vedeva. Stava ripassando mentalmente le slide, ogni passaggio, ogni possibile domanda.
La tensione era evidente.
Vanessa lo osservò per un istante.
Poi, senza dire nulla, appoggiò la mano sulla sua.
Un gesto semplice.
Giulio si voltò verso di lei.
Vanessa lo guardò negli occhi, con un’espressione calma, sicura. Non c’era esitazione nel suo sguardo.
Era un gesto di controllo, più che di conforto.
In quel momento Giulio si rilassò.
Non completamente, ma abbastanza da respirare in modo diverso.
E capì qualcosa.
Non era solo una collega.
C’era in lei una presenza, una sicurezza, una capacità di stare nelle situazioni che lui non aveva ancora, o forse era altro.
Arrivarono davanti all’edificio del cliente.
Salirono al piano 12 indicato nel calendar e poco dopo il meeting iniziò.
Una sala riunioni ampia, un tavolo lungo, c’erano persone già sedute ad aspettarli, tutte del board di questo importantissimo cliente.
Brandinardi prese subito il controllo della stanza.
La presentazione iniziò.
A un certo punto si voltò verso Giulio.
«Vai tu.»
Giulio collegò il computer e iniziò a scorrere le slide.
La voce era inizialmente tesa, ma reggeva.
Brandinardi interveniva a tratti, aggiungendo dettagli, guidando il ritmo.
Dopo una mezz’ora fece una pausa.
Si voltò appena verso Giulio.
«Puoi prendere qualcosa per il tavolo? Frutta, snack.»
Giulio annuì.
Uscì dalla sala e tornò dopo pochi minuti con un vassoio.
Lo appoggiò sul tavolo.
Brandinardi riprese a parlare come se nulla fosse.
Dopo qualche istante, senza interrompere il discorso, allungò la mano verso il vassoio. Prese una banana e la passò a Giulio con un gesto rapido.
Nel farlo, lanciò uno sguardo breve verso Vanessa.
Un accenno.
Quasi impercettibile.
Giulio lo colse.
E per un attimo rimase immobile.
Poi prese la banana.
La riunione proseguì.
Ma qualcosa, dentro di lui, era cambiato.
Non era più solo il lavoro, le slide, il cliente.
C’erano dinamiche che non aveva ancora compreso fino in fondo.
———-
La giornata si concluse più tardi del previsto.
Dopo il meeting, dopo le slide, dopo le tensioni trattenute per ore, Brandinardi non fece alcun commento. Si limitò a dire nel taxi durante il viaggio interminabile nel traffico dell’ora di punta newyorkese:
«Stasera ceniamo insieme.»
Il ristorante era uno di quelli che Giulio aveva visto solo nei film. Luci basse, tavoli distanziati, un brusio elegante che non diventava mai rumore.
Sedettero in tre.
Brandinardi ordinò senza nemmeno guardare il menu. Vanessa si appoggiò allo schienale, composta, perfettamente a suo agio.
Giulio osservava.
Si parlò di lavoro all’inizio. Del meeting, delle prossime mosse, di alcune correzioni da fare alle slide prima di inviarle via mail come debrief.
Poi, lentamente, il tono cambiò.
Brandinardi appoggiò il bicchiere sul tavolo e guardò Giulio.
«Hai una fidanzata?»
La domanda arrivò diretta, senza preavviso.
Giulio esitò un attimo.
«No.»
Brandinardi inclinò leggermente la testa.
«Strano.»
Fece una pausa, osservandolo.
«Un ragazzo come te. Educato. In forma.»
Un accenno di sorriso.
«Dovresti averne una.»
Giulio sentì il calore salire leggermente sul viso.
«Non ho molto tempo… preferisco concentrarmi sul lavoro.»
Per un istante calò il silenzio.
Poi una breve risatina, quasi trattenuta, passò tra Brandinardi e Vanessa.
Vanessa si sporse leggermente verso Giulio, sfiorandogli il braccio.
«Tranquillo» disse con tono morbido. «C’è sempre il tempo per rilassarsi… con qualcuno.»
Il suo sguardo tornò su Brandinardi.
Giulio abbassò lo sguardo verso il tavolo.
Fu in quel momento che percepì qualcosa.
Un movimento leggero sotto la tovaglia.
Non guardò subito.
Poi, quasi senza volerlo, si accorse della posizione delle gambe di Vanessa. Una scarpa mancava. La sua postura era diversa, più distesa.
Un dettaglio minimo.
Ma sufficiente.
Giulio tornò a guardare il bicchiere.
La cena proseguì come se nulla fosse.
Alla fine arrivò un caffè.
Amaro. Sbagliato. Quasi fuori luogo.
Brandinardi pagò con la carta aziendale e uscirono.
Pochi minuti dopo erano di nuovo in hotel.
«Ci vediamo domani mattina stessa ora nella room del coworking» disse Brandinardi.
E si separarono.
⸻
In camera, Giulio si tolse la giacca.
Restò in silenzio per qualche secondo.
Poi entrò in doccia.
L’acqua calda lo aiutò a sciogliere la tensione accumulata durante la giornata e i dubbi su una possibile relazione fra Vanessa e Brandinardi.
Dopo si stese sul letto, accese la televisione e mise una puntata della serie che stava seguendo.
Cercava di riportare la mente a qualcosa di semplice.
Normale.
Il telefono della camera squillò poco dopo.
Giulio si alzò.
«Pronto?»
«Sono Brandinardi.»
La voce era calma.
«Vieni un attimo in camera mia. Ho avuto un’idea per chiudere la proposta per il cliente.»
Giulio guardò l’orologio.
Erano quasi le dieci.
«Arrivo subito.»
Riagganciò.
Si infilò una felpa, un paio di pantaloni della tuta e uscì.
Il corridoio del piano superiore delle camere superior era più silenzioso, più ovattato.
Si fermò davanti alla porta.
1001.
Fece un respiro.
Un pensiero gli attraversò la mente.
Era normale? Andare nella stanza del proprio capo a quell’ora?
Esitò.
Poi bussò.
Dall’interno:
La voce di Brandinardi
«Arrivo.»
La porta si aprì appena.
Era Vanessa.
«Entra.»
Giulio fece un passo dentro.
La porta si chiuse alle sue spalle.
Per un istante non disse nulla, un groppo in gola.
Vanessa indossava una guêpière di pizzo nera con reggicalze e le stesse calze che avevano attirato l’attenzione di Giulio per tutta la giornata.
L’atmosfera era diversa.
Silenziosa.
Densa.
Vanessa lo guardava
Non con il sorriso professionale dell’ufficio.
Diversa.
Più diretta.
Giulio fece un mezzo passo indietro, istintivamente.
Lei gli prese il polso.
Un gesto deciso.
«Vieni.»
La sua voce era bassa.
«A New York succedono le cose importanti.»
Lo guidò verso l’interno della stanza.
Giulio sentiva il battito del cuore accelerare.
Lo fece sedere su una delle due poltroncine davanti al letto king size della camera superior
«Stai qui.»
Una pausa.
«E guarda.»
In quell’istante si sentì un rumore alle loro spalle.
Brandinardi uscì dalla stanza accanto.
Si fermò.
Li osservò.
E sorrise appena.
Giulio non disse nulla.
Ma capì.
Quella non era più solo una trasferta di lavoro.
Era qualcosa di diverso.
E non era sicuro di essere pronto
ufficio hotel coworking pranzo di lavoro gioco di sguardi scambio di sguardi cena aziendale camere superior
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La rivelazione - CAP 3:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
